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L'uomo che si priva della preghiera è simile a colui che si recide con un coltello i tendini e i nervi dei propri arti. Cade a terra, incapace di fare il minimo movimento. Così è l'anima di colui che non prega: atrofizzata, paralizzata."

San

Giovanni Crisostomo

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Quella data sbagliata che fa apparire Pio XII colpevole

Il Papa non nascose la razzia del ghetto di Roma: quando incontrò il diplomatico americano non era ancora avvenuta
di Andrea Tornielli

Tratto da Il Giornale del 7 marzo 2010

Witold Pilecki, un eroe dimenticato

di Włodzimierz Rędzioch

ROMA, lunedì, 1° marzo 2010 (ZENIT.org).- La Shoah, il genocidio del popolo ebreo, è uno degli episodi più tragici della storia contemporanea e, giustamente, viene ricordato dal popolo che ne fu vittima.

Si tiene viva la memoria della Shoah anche chiedendone conto ai presunti complici della Germania nazista che pianificò e perpetrò il genocidio, tra cui – paradossalmente – a Pio XII, il Papa che subito dopo la fine della guerra fu osannato ed elogiato da tutti gli ambienti ebraici per il suo impegno a favore degli ebrei.

Risorgimento? del paganesimo.

di Angela Pellicciari

Marzo 1861: 140 anni fa Vittorio Emanuele II veniva proclamato re d’Italia. Sulla pelle di un popolo cattolico. Perseguitato e oppresso. La storia che non si vuole ricordare

” Principe generoso e magnanimo, Principe che i popoli salutano Redentore, Principe, innanzi a cui si attutano le passioni, si dileguano i sospetti, si sciolgono i dubbi, Principe che ha il dono meraviglioso della fede inconcussa che converte e trascina, Principe, miracolo dell’età nostra fortunata. Principe che passerà alla memoria dei posteri col nome di Re Galantuomo”: con questa specie di litania l’influente massone Pier Carlo Boggio, collaboratore di Cavour, saluta Vittorio Emanuele II.

Il caso Galileo Galilei: una controstoria.

di Francesco Agnoli

I nazisti lo conoscevano bene e per questo lo temevano

L’articolo di Bernard-Henri Lévy – scritto dopo la visita di Benedetto XVI alla comunità ebraica di Roma e nel quale si accostavano le figure di Papa Ratzinger e quella di Papa Pacelli quali capri espiatori – ha suscitato dibattito. Pubblicato sul “Corriere della Sera” del 20 gennaio, rilanciato nel pomeriggio dello stesso giorno dal nostro giornale e in Spagna il 24 gennaio da “El País”, l’intervento dell’intellettuale francese è stato variamente commentato e ripreso. E in merito alle accuse a Pio XII, il 22 gennaio, nel supplemento settimanale del quotidiano israeliano “Haaretz”, è apparso il seguente articolo.

Novità su Pio XII che novità non sono

Secondo “L’Osservatore Romano”

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 1° febbraio 2010 (ZENIT.org).- Le presunte rivelazioni di archivi britannici che accusano Pio XII di silenzio o indifferenza di fronte alla persecuzione degli ebrei non apportano novità, considera un articolo pubblicato dal quotidiano vaticano.

“L’Osservatore Romano” ribatte alle interpretazioni che molti mezzi di informazione hanno dato dei documenti resi noti dallo storico Giuseppe Casarrubea, specializzato nella ricerca negli archivi inglesi di Kew Gardens: un telegramma del 19 ottobre 1943 e una lettera del 10 novembre 1944.

Quando la mezzaluna abbracciò la svastica

di Andrea Tornielli
Tratto da Il Giornale del 21 gennaio 2010

I rapporti del nazismo con il mondo arabo sono poco conosciuti, così come è poco conosciuta l’influenza che l’ideologia hitleriana ebbe in alcuni partiti e organizzazioni politiche che lottarono per l’indipendenza dei paesi arabi dal dominio coloniale.

Un’influenza i cui echi si fanno ancora sentire «in alcuni settori del mondo arabo», mentre «alcuni importanti leader sia religiosi sia politici dell’islam fondamentalista se ne fanno tuttora propagatori».

Un prete gli salvò la famiglia ma lui c’e l’ha con Pio XII

Sergio Minerbi promosse la targa anti-Pacelli nello Yad Vashem che ricorda l’Olocausto • La lacerazione interna al mondo ebraico indebolisce i rapporti con i cattolici
di Piero Laporta
Tratto da Italia Oggi il 20 gennaio 2010

La prova vivente della rete clandestina di aiuti agli ebrei di Pio XII

Intervista a uno dei suoi membri, padre Giancarlo Centioni

di Jesús Colina

ROMA, giovedì, 14 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Alcuni settori dell’opinione pubblica hanno chiesto nelle ultime settimane prove concrete degli aiuti offerti da Pio XII agli ebrei durante la persecuzione nazista. Il sacerdote italiano Giancarlo Centioni, di 97 anni, è la prova vivente, perché è l’ultimo membro in vita della rete clandestina creata da Papa Pacelli.

Il card. Stepinac eroe della Croazia

di Enrico Miscia

L’eroica testimonianza del card. Stepinac contro il totalitarismo comunista è ricostruita da Enrico Miscia in un ampio inquadramento storico. L’apostolo della Croazia è stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 1998.

[Da «Studi Cattolici», n. 531, maggio 2005, pp. 364-369]

Le sciocchezze di Corrado Augias

di Francesco Agnoli

Rassegna e confutazione di alcune tesi clamorosamente false di un dilettante che si avventura in campi dov’è incompetente. Copiando anche interi brani da Internet.

[Da «il Timone» n. 86, Settembre-Ottobre 2009]

Una ricerca conferma il ruolo di Pio XII in favore degli ebrei

Presentata dalla Pave the Way Foundation a New York

ROMA, venerdì, 11 dicembre 2009 (ZENIT.org).- Con la presentazione di una ricerca questo giovedì alla Yeshiva University di New York, è stato aggiunto un altro tassello che illumina il vero comportamento di Papa Pio XII durante la Seconda Guerra Mondiale, contraddicendo le voci che lo vorrebbero inattivo di fronte alla barbarie nazista.

La Chiesa difende la ragione. Dal «Secolo dei Lumi» a Papa Benedetto XVI

Conferenza nel quadro della manifestazione Un anno, un secolo. 2009 – Il Settecento «Il Secolo dei Lumi» – Desenzano del Garda (Brescia), 4 dicembre 2009

di Massimo Introvigne

Il Settecento e noi

La campagna contro Pio XII nasce dal KGB

di Piero Gheddo

ROMA, mercoledì, 25 novembre 2009 (ZENIT.org).- Su ZENIT del 20 novembre ho già scritto del volume di Michael Hasemann “Pio XII. Il Papa che si oppose a Hitler” (Paoline, Milano 2009, pagg. 336), riportando parecchi fatti storicamente documentati che dimostrano come Pio XII sia stato veramente “il Papa che si oppose ad Hitler”.

In nome della famiglia umana

Una denuncia chiara e realista di una situazione intollerabile:  cresce il numero di chi soffre la fame, ma non se ne prende coscienza. A parlare in questi termini è stato Benedetto XVI di fronte alla Fao, l’organismo delle Nazioni Unite preposto all’alimentazione e all’agricoltura che ha riunito un vertice mondiale sulla sicurezza alimentare. Con un discorso per il quale è ragionevole attendersi interesse e risposte concrete provenendo da un’autorità a cui guardano con fiducia moltissime persone in ogni parte del pianeta, anche al di fuori della Chiesa cattolica.
In continuità con l’enciclica Caritas in veritate e con l’insegnamento dei suoi predecessori, il Papa ripete che il dramma della povertà – del quale “la fame è il segno più crudele e concreto” – non dipende dalla crescita della popolazione. Questo è un dato acquisito e viene negato soltanto da motivazioni ideologiche o dalla difesa di interessi e privilegi. Già Paolo VI lo aveva detto nelle due encicliche sorelle in difesa della vita umana (Populorum progressio e Humanae vitae), poi più volte lo ha ripetuto Giovanni Paolo II e oggi lo ribadisce il loro successore, forte anche di un consenso che ora inizia a diffondersi anche negli organismi internazionali. Il lungo discorso del Papa merita attenzione perché è realistico. Soprattutto interpella le autorità civili e le componenti della comunità internazionale. E lo fa con uno sguardo lucido che vede “la debolezza degli attuali meccanismi della sicurezza alimentare” e suggerisce cambiamenti. A nome della Chiesa cattolica – come già Paolo VI nel 1965 quando per la prima volta un Papa parlò davanti ai rappresentanti di tutti i popoli della terra – e senza alcuna pretesa di interferire nelle scelte politiche.
A nome cioè di una realtà mondiale preoccupata soltanto di difendere ogni persona umana. E il criterio della “comune appartenenza alla famiglia umana universale” è l’unico – ha sottolineato con forza Benedetto XVI – in nome del quale “si può richiedere ad ogni Popolo e quindi ad ogni Paese di essere solidale”. Con un appello, dunque, alla ragione che impone con urgenza un cambiamento nell’agenda internazionale e nelle scelte concrete:  ponendo fine alla scandalosa distruzione di derrate alimentari, modificando i meccanismi degli aiuti internazionali e della cooperazione, ridisegnando gli stessi rapporti tra le Nazioni, tornando a guardare con attenzione al mondo rurale, tutelando l’ambiente.
Ci si può domandare se il ragionare lucido e concreto di Benedetto XVI sarà ascoltato, se le sue parole saranno prese in considerazione. Molti forse le ignoreranno – e qui fondamentale è il ruolo dei media internazionali – e altri ricorreranno agli stereotipi di una Chiesa cattolica oscurantista di fronte a una presunta sovrappopolazione mondiale. Ma non sarà facile:  il Papa ha infatti ribadito che la Chiesa è “rispettosa del sapere e dei risultati delle scienze, come pure delle scelte determinate dalla ragione”. E in nome della ragione, oltre che della fede, parla.