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Nella sezione catechesi /Don Fabio Rosini è stata aggiunta una nuova catechesi sul battesimo.

E’ stata aperta una nuova sezione Video

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Ormai esistono infiniti pretesti per spendere: così che si va cercando ciò che è inutile, scambiandolo per ciò che è necessario, e niente basta a soddisfare i bisogni e le fantasie. Davvero io non posso fare a meno di ammirare si tanta invenzione di cose inutili!

330 D.C. San Basilio

 

«Il silenzio del mondo sui cristiani colpiti»

Guitton: è terrorismo intellettuale di certi laicisti • L’autore del dossier choc sull’indifferenza dell’Occidente: «Deficit di sensibilità. Ma ora non servono crociate culturali, i governi devono intervenire con azioni diplomatiche»
di Luca Geronico
Tratto da Avvenire del 29 agosto 2010

Strisciante, dimenticata e te­nace come l’indifferenza in cui avviene: è la persecu­zione contro i cristiani. La de­nuncia di René Guitton – ex cor­rispondente di France 2 dal Ma­rocco, ora della casa editrice Cal­mann- Levy – è raccolta in Cri­stianofobia, tradotto in italiano da Lindau.

Vietnam: il terrore spinge i cattolici a rifugiarsi in Thailandia

Agenti di polizia confiscano durante un funerale la bara di una donna

BANGKOK, venerdì, 27 agosto 2010 (ZENIT.org).- Di fronte al clima di terrore che regna nella località in cui vivono, circa quaranta fedeli della parrocchia di Côn Dâu sono fuggiti dal Vietnam per chiedere asilo in Thailandia, ha reso noto questo mercoledì Eglises d’Asie (EDA), l’agenzia delle Missioni Estere di Parigi.

Nuovo attacco contro una scuola cattolica in India

Ad opera di simpatizzanti del Bharatiya Janata Party

ROMA, giovedì, 19 agosto 2010 (ZENIT.org).- Il 18 agosto si è verificato un nuovo attacco contro una scuola cattolica nello Stato del Madhya Pradesh, in India.

Secondo quanto riferito da Ucanews, circa sessanta estremisti indù e simpatizzanti del Bharatiya Janata Party – il partito politico di impronta nazionalista-fondamentalista al governo in questo Stato – hanno attaccato la St. Pius Higher Secondary School, distruggendo suppellettili e attrezzature scolastiche.

Mons. Warduni: le forze USA hanno il dovere di lasciare la pace

Il Vescovo ausiliare di Baghdad dei Caldei sul ritiro delle truppe statunitensi

ROMA, giovedì, 19 agosto 2010 (ZENIT.org).- “Le truppe straniere, se vanno via, hanno il dovere di lasciare dietro di loro la pace e la sicurezza”. E’ quanto ha detto ai microfoni della Radio Vaticana mons. Shlemon Warduni, Vescovo ausiliare di Baghdad dei Caldei.

India: nonostante le difficoltà, aumentano le vocazioni

ROMA, giovedì, 29 luglio 2010 (ZENIT.org).- Nel nord dell’India, nonostante le discriminazioni in aumento nei confronti dei cristiani, le vocazioni continuano a fiorire. Lo afferma il Vescovo Anthony Chirayath della Diocesi di Sagar, nello Stato del Madhya Pradesh, ricordando che i candidati al sacerdozio sono ora 41.

“Quando la Diocesi è stata istituita nel 1968 come esarcato, c’erano solo 600 cattolici e 3 sacerdoti. Ora siamo 35”, ha spiegato all’assocazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS).

LA TURCHIA E’ DEMOCRATICA NONOSTANTE IL MARTIRIO DI DON SANTORO E MONSIGNOR PADOVESE.

Tra le mie letture estive mi ha colpito un servizio apparso sul mensile 30Giorni, n.4 2010, una conversazione del vicedirettore Giovanni Cubeddu con il ministro degli esteri della repubblica di Turchia, Ahmet Davutoglu, per ricordare il cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Turchia e Santa Sede. Il politico turco  un mese prima dell’uccisione di monsignor Padovese, esalta la democraticità del suo Paese proprio perchè musulmano, e aprendo una finestra sulla storia della Turchia, ricorda che ha accolto diverse civiltà, essendo geograficamente al centro tra l’Europa e l’Asia centrale.

Media vaticani denunciano l’assassinio di due cristiani in Pakistan

Accusati di blasfemia

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 20 luglio 2010 (ZENIT.org).- I mezzi di informazione  della Santa Sede hanno denunciato l’assassinio, questo lunedì, di due cristiani a Faisalabad (Pakistan), dove si difendevano dall’accusa di aver violato la legge sulla blasfemia.

La notizia ha ricevuto ampio spazio su “L’Osservatore Romano”, la “Radia Vaticana” e l’agenzia “Fides”. Le agenzie missionarie cattoliche di informazione, come Asianews, Églises d’Asie e Ucanews, hanno seguito il caso molto da vicino, mostrando la commozione che ha provocato nel mondo cattolico.

I cristiani a Damasco lottano per la sopravvivenza

Intervista all’arcivescovo Samir Nassar

DAMASCO, lunedì, 19 luglio 2010 (ZENIT.org).- Il Cristianesimo  a Damasco risale a tempi precedenti a quelli di San Paolo. Eppure la piccola comunità attuale lotta per la sua sopravvivenza.

Proprio perché la Chiesa è una minoranza così ristretta in terra musulmana, i cristiano rischiano di uscire dal loro contesto culturale, spiega l’arcivescovo di Damasco Samir Nassar.

India: sette coppie di cattolici assalite dai tribali indù

Nello Stato dell’Orissa, teatro della violenza anticristiana del 2008

ROMA, lunedì, 19 luglio 2010 (ZENIT.org).- Sette coppie di cattolici del villaggio di Kupibadi, nel distretto di Kandhamal (India), sono state assalite, malmenate e insultate venerdì.

L’incidente è avvenuto nello Stato dell’Orissa, teatro di violenze anticristiane nell’agosto 2008. Alla base dell’accaduto, riporta l’agenzia AsiaNews, ci sarebbero questioni legate alla terra e al passaggio del bestiame per il pascolo.

I martiri cinesi continuano ad essere fonte di ispirazione

I cattolici di Hong Kong hanno celebrato la festa dei 121 santi

HONG KONG, mercoledì, 14 luglio 2010 (ZENIT.org).- Il martirio non è un avvenimento solo  del passato, ma un evento che continua ad ispirare, afferma il settimanale diocesano di Hong Kong, il Sunday Examiner, celebrando la festa liturgica dei 121 martiri cinesi.

La rivista ha riflettuto la settimana scorsa sulla canonizzazione, nel 2000, di 121 martiri che ha scatenato il conflitto tra la Santa Sede e il Governo cinese.

Lahore: cristiani accusati di blasfemia, in fuga dai fondamentalisti e dalla polizia

Da tre giorni Yousaf Masih, la moglie Bashrian Bibi e il genero Zahid Masih sono nascosti in un luogo segreto. Attaccati da una folla di islamici, perché avrebbero usato come copertura per il bagno un pannello con versi del Corano. Attivisti del Claas smentiscono la versione dei  musulmani. Fonti locali parlano di “rancori personali o inimicizie”.

Lahore (AsiaNews) – Una famiglia pakistana cristiana di Model Town, sobborgo residenziale a Lahore, ha abbandonato la propria casa per sfuggire all’assalto di una folla di musulmani locali. Yousaf Masih, la moglie Bashrian Bibi e il genero Zahid Masih sono accusati di blasfemia per aver utilizzato un pannello – sul quale vi sarebbero impressi versi del Corano – per coprire il soffitto del bagno. Gli inquirenti hanno disposto un mandato di cattura nei confronti dei cristiani e hanno arrestato due loro parenti, per costringere i ricercati a costituirsi.
A denunciare la vicenda è il Pakistan Christian Post (Pcp), secondo cui alla base dell’accusa di blasfemia vi sarebbero “rancori personali o inimicizie” verso Zahid Masih e le altre due persone iscritte nel registro degli indagati. Il 5 luglio scorso una folla composta da oltre 2mila musulmani ha tentato di bruciare l’abitazione dei cristiani, fuggiti prima dell’arrivo della polizia. Da tre giorni sono nascosti in un luogo segreto, nel timore di rappresaglie della comunità islamica.
Il Centre for Legal Aid Assistance and Settlement (Claas), organizzazione a difesa delle vittime della blasfemia, ha avviato una indagine parallela sull’incidente, consultandosi con le forze dell’ordine e intervistando cristiani e musulmani della zona. Gli attivisti di Claas riferiscono che la famiglia cristiana viveva da quattro anni nella casa, senza nemmeno pagare l’affitto a causa delle pessime condizioni in cui si trova.
Il team di indagine guidato da Joseph Francis, direttore nazionale di Claas, spiega che la scorsa settimana Lal Masih, cugino di Yousaf, ha usato un pannello pubblicitario gettato fra i rifiuti, per coprire la parte superiore del bagno. I musulmani locali affermano che sul pannello vi sarebbero impressi dei versi del Corano e hanno chiesto più volte a Lal Masih di rimuovere l’oggetto incriminato. Il 4 luglio vi sarebbe stata anche una lite fra Lal e Mohammad Imran, un vicino di casa musulmano.
Il giorno successivo un gruppo di musulmani si è presentato di nuovo davanti all’abitazione dei Masih, decisi a ottenere la rimozione del pannello. In quel momento non vi era nessuno in casa, quindi i dimostranti si sono rivolti a Zahid Masih, genero di Yousaf. L’ennesimo rifiuto opposto dai cristiani ha scatenato la violenta reazione dei musulmani, che hanno bruciato gomme, bloccato le vie circostanti e chiamato la polizia per arrestare i tre cristiani in base alla legge sulla blasfemia.
Gli attivisti di Claas aggiugono che “alle 6 di sera del 5 luglio Yousaf Masih, Bashrian Bibi e Zahid Masih sono fuggiti e la polizia non ha potuto arrestarli”. Per questo gli agenti hanno fermato Lal Masih e James Masih, che rimarranno sotto la loro custodia “finché i parenti non si costituiranno”. I cristiani dell’area non hanno voluto commentare la vicenda, nel timore di ritorsioni o nuovi attacchi. Il Claas precisa però che dopo aver visto il pannello incriminato, mostrato loro da un musulmano locale, “non sono emerse parole o frasi riconducibili a versetti del Corano”.
Il Pakistan Christian Post conclude sottolineando un particolare significativo: la famiglia Masih è molto povera e analfabeta, quindi non poteva sapere quali fossero le scritte impresse sul pannello. Per questo i musulmani della zona hanno sfruttato la loro ignoranza per incriminare Zahid Masih e i due parenti, verso i quali nutrono “rancori personali o inimicizie”.

La Chiesa in Indonesia: “il governo deve fermare gli islamisti”

Il Fronte islamico di difesa lancia una campagna contro la cristianizzazione

ROMA, giovedì, 8 luglio 2010 (ZENIT.org) .- La Chiesa in Indonesia ha chiesto al governo  di fermare i gruppi radicali islamici e di “difendere con chiarezza una cultura del rispetto della dignità umana, dei diritti e delle libertà fondamentali, tutelate dalla Costituzione indonesiana”.

India: mozzata la mano a un professore cattolico accusato di blasfemia

ROMA, mercoledì, 7 luglio 2010 (ZENIT.org).- Un gruppo di sconosciuti ha tagliato la mano e parte del braccio destro di un professore universitario indiano cattolico accusato di aver diffamato Maometto in un questionario per gli esami.

L’attacco è avvenuto il 4 luglio a  Muvattupuzha, nel distretto di Ernakulam, nello Stato indiano del Kerala, ricorda l’agenzia AsiaNews.

Le profonde radici cristiane del Kazakistan

Intervista al vescovo Athanasius Schneider

KARAGANDA (Kazakistan), lunedì, 5 luglio 2010 (ZENIT.org).- L’esperienza fatta da giovane quando sfuggiva alle autorità comuniste pur di poter andare a Messa, ha instillato nell’attuale vescovo ausiliare di Karaganda una particolare devozione per l’Eucaristia che egli si augura possa essere condivisa da tutti.

Benedetto XVI: i leader del mondo garantiscano la libertà religiosa

Esorta la ROACO a tener viva la speranza dei cristiani mediorientali

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 25 giugno 2010 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha rivolto questo  venerdì mattina un appello ai leader politici di tutto il mondo affinché garantiscano la libertà religiosa.

Lo ha fatto ricevendo in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano i partecipanti all’83ma assemblea della “Riunione per l’Aiuto alle Chiese Orientali” (R.O.A.C.O.), accompagnati dal presidente dell’organismo, il Cardinale Leonardo Sandri.