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Apoftegma

L'uomo che si priva della preghiera è simile a colui che si recide con un coltello i tendini e i nervi dei propri arti. Cade a terra, incapace di fare il minimo movimento. Così è l'anima di colui che non prega: atrofizzata, paralizzata."

San

Giovanni Crisostomo

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Il libro nero della cristianofobia

Intervista all’autore Renè Guitton

di Antonio Gaspari

ROMA, giovedì, 11 marzo 2010 (ZENIT.org).- Sono passati ben 1977 anni da quando un uomo che si diceva essere il figlio di Dio fu crocifisso a Gerusalemme.

Nel corso della storia i suoi seguaci, i cristiani, sono stati spesso perseguitati e massacrati.

Si pensava che l’avanzare della civiltà avrebbe cancellato i fenomeni di persecuzione religiosa, invece in questo inizio di terzo millennio sono ancora tantissimi i luoghi dove la cristianofobia offende, discrimina, uccide.

L’Islam perseguita i cristiani, tutto

di Carlo Panella
Tratto da Il Tempo del 10 marzo 2010
Tramite il blog di Carlo Panella

Una notizia che non troverete su nessun giornale, apparentemente marginale, spiega tutto del massacro   di 500 cristiani a colpi di Machete nella regione di Jos, in Nigeria; spiega perché, per quale ragione vera, i cristiani sono la minoranza religiosa più perseguitata nel mondo, meglio sarebbe dire: nel mondo musulmano.

Se 500 cristiani macellati non fanno notizia.

di Antonio Socci

Sui mass media la censura delle persecuzioni contro i cristiani continua in modi nuovi. E non parlo solo delle persecuzioni dei regimi comunisti o di quelli islamici.

Nei giorni scorsi, per esempio, in India, quindi in uno dei pochi stati democratici dell’Asia, sono stati arrestati centinaia di cristiani e addirittura tre vescovi cattolici, rei di aver promosso una marcia pacifica di 800 chilometri per sensibilizzare le autorità contro le discriminazioni ai danni dai “dalit” cristiani.

India: Vescovi arrestati perché a favore dei diritti degli “intoccabili”

La polizia arresta centinaia di persone che partecipavano a una manifestazione

CHENNAI, martedì, 9 marzo 2010 (ZENIT.org).- Tre presuli e numerosi sacerdoti, suore e laici sono stati arrestati, insieme a centinaia di persone, venerdì 5 marzo vicino Chennai per aver partecipato a una manifestazione in difesa dei diritti degli “intoccabili” cristiani.

I presuli arrestati dalla polizia sono l’Arcivescovo di Madras-Mylapore, monsignor Malayappan Chinnappa, S.D.B., l’Arcivescovo di Madurai, monsignor Peter Fernando, e il Vescovo di Chinglepet, monsignor Anthonisamy Neethinathan, secondo quanto rende noto l’agenzia Ucanews.

Nigeria: violenza etnica e non religiosa, secondo un Arcivescovo

Gli scontri hanno provocato 500 morti

ABUJA, martedì, 9 marzo 2010 (ZENIT.org).- I violenti scontri che hanno provocato, in base a stime provvisorie, 500 vittime nello Stato nigeriano di Plateau rispondono alla violenza etnica e non a quella religiosa.

Lo ha affermato questo lunedì l’Arcivescovo di Abuja, monsignor John Olorunfemi Onaiyekan, in un’intervista telefonica concessa alla “Radio Vaticana” dalla capitale nigeriana.

Nigeria, 500 cristiani uccisi a colpi di machete . Centinaia in fuga

Pastori islamici hanno attaccato un villaggio a sud di Jos colpendo la popolazione, i combattimenti originati dalla tensione politica tra il presidente e l’ex presidente

MILANO – E’ di almeno 500 morti il bilancio delle violenze interreligiose tra cristiani e musulmani avvenute nelle ultime ore nei pressi della città di Jos, nel centro della Nigeria. Lo riferiscono testimoni oculari. Una fonte della Croce Rossa ha riferito che centinaia di persone stanno abbandonando le proprie case a Jos a causa degli scontri.

Centinaia di cristiani arrestati in India

Chennai, 6. Una pacifica marcia a sostegno dei diritti dei dalit cristiani in India, è degenerata nei giorni scorsi nell’arresto, per alcune ore, di centinaia di cristiani, tra cui tre presuli cattolici. Il fatto è accaduto a Chennai, capoluogo dello Stato del Tamil Nadu.

In Iraq, Adnan e Zaiya uccisi perché cristiani: l’attacco islamico pre-elettorale

Rodolfo Casadei da Il Sussidiario.net

Due anni fa Mazen Ishoa, sacerdote siro cattolico di Mosul, era stato rapito insieme ad un altro religioso mentre andavano a dire Messa. Una settimana di paura e maltrattamenti nelle mani dei rapitori, poi il rilascio per entrambi. Stavolta non sono venuti per lui: sono entrati nella casa dei suoi genitori, hanno picchiato le donne, rubato quei pochi oggetti di valore che c’erano e infine trucidato suo padre Metoka e i suoi due fratelli, Mukhlos e Basem.

PAKISTAN Punjab: toccano il Corano con mani sporche, sposi cristiani condannati a 25 anni di galera

Islamabad (AsiaNews) – Il tribunale di Kasur, distretto  del Punjab, ha condannato a 25 anni di galera per blasfemia Munir Masih e Ruqqiya Bibi, una coppia di sposi cristiani. Secondo quanto riferisce il Centre for Legal Aid Assistance and Settlement (Claas) il giudice aggiunto Ajmal Hussain ha condannato gli sposi perché avrebbero toccato il Corano senza essersi lavati le mani.
Nel gennaio scorso Munir Masih e Ruqqiya Bibi avevano ottenuto il rilascio su cauzione ed erano usciti dal carcere. Ieri, tuttavia, la polizia li ha di nuovo arrestati in base alla sentenza emessa dal giudice. L’uomo è rinchiuso nella prigione distrettuale di Kasur, la donna nel carcere femminile di Multan. Essi trascorreranno il prossimo quarto di secolo dietro le sbarre.
Gli attivisti di Claas – associazione che si batte per la difesa dei diritti dei più poveri ed emarginati – riferiscono che marito e moglie erano accusati di aver “contaminato” il Corano, avendolo toccato “senza essersi lavati le mani”. L’episodio risale al dicembre 2008 e ha scatenato la rabbia della frangia fondamentalista, che ha esercitato pressioni nei confronti delle forze dell’ordine. Fonti non confermate aggiungono che gli estremisti avrebbero corrotto i funzionari di polizia con somme di denaro, perché scoprissero “nuovi elementi” per giustificare la condanna. Al termine delle indagini marito e moglie sono stati incriminati con l’accusa di blasfemia.
La legge sulla blasfemia è il peggior strumento di repressione religiosa in Pakistan: essa è stata introdotta nel 1986 dal dittatore pakistano Zia-ul-Haq per difendere da offese e ingiurie l’islam ed il suo Profeta, Maometto, ed è ormai diventata uno strumento di discriminazioni e violenze. La norma è prevista alla sezione 295, comma B e C, del Codice penale pakistano e punisce con l’ergastolo chi offende il Corano; essa prevede anche la condanna a morte per chi insulta il profeta Maometto.
In soli due mesi in Pakistan si sono registrate tre condanne per blasfemia a carico di cristiani. L’11 gennaio scorso il tribunale di Faisalabad ha disposto l’ergastolo nei confronti di Imran Masih, giovane di 26 anni, per aver oltraggiato e dissacrato il Corano. Egli avrebbe bruciato “di proposito” versetti del Corano e un libro in arabo, per “fomentare l’odio interreligioso e offendere i sentimenti dei musulmani”.
Il 25 febbraio il tribunale di Karachi ha condannato al carcere a vita Qamar David, anch’egli cristiano, per aver “offeso” i sentimenti dei musulmani con messaggi telefonici blasfemi.
Gli attivisti di Claas annunciano che presenteranno un ricorso all’Alta corte di Lahore contro la condanna a 25 anni per Munir Masih e Ruqqiya Bibi.

Ergastolo per blasfemia a cristiano in Pakistan

Da Karachi AsiaNews, l’agenzia di stampa del Pime (il Pontificio istituto missioni estere), racconta la storia di Qamar David in carcere dal 2006. Nelle settimane successive all’arresto la polizia non  aveva trovato prove concrete a suo carico. Assolto il co-imputato, di fede musulmana, per mancanza di prove
di Giacomo Galeazzi
Tratto da Oltretevere, il blog di Giacomo Galeazzi, l’1 marzo 2010

Storia di Shazia. Novità per aiutare…

Che il Pakistan sia uno dei peggiori “buchi neri” del mondo sembra dimostrarlo anche l’uccisione del nostro eroico agente Pietro Colazzo, vicecapo dell’intelligence in Afghanistan (vedremo dopo perché).

Ne avevo parlato il 31 gennaio scorso su queste colonne, raccontando la storia di Shazia Bashir, la ragazzina cristiana entrata come serva in una casa di ricchi e potenti musulmani e uscita da lì morta.

Una voce inascoltata in Terra Santa

Intervista a mons. Twal, Patriarca di Gerusalemme

ROMA, lunedì, 1° marzo 2010 (ZENIT.org).- Sebbene gli arabi cristiani costituiscano solo una piccola minoranza in Terra Santa, essi potrebbero tuttavia rappresentare un importante ponte nel conflitto che ha diviso la regione ormai da troppo tempo, afferma il patriarca Fouad Twal.

Iraq: giornata di preghiera e digiuno in risposta agli omicidi di cristiani

Organizzata dall’Arcivescovo Louis Sako di Kirkuk

ROMA, lunedì, 1° marzo 2010 (ZENIT.org).- Di fronte all’ondata di violenza anticristiana che sta sconvolgendo l’Iraq provocando numerose vittime, l’Arcivescovo Louis Sako di Kirkuk ha organizzato per questo lunedì una giornata di preghiera e digiuno.

L’iniziativa del presule cattolico caldeo segue l’assassinio di almeno otto cristiani a Mosul nelle ultime due settimane, una serie di crimini che ha portato a un nuovo esodo di fedeli dalla città verso il nord dell’Iraq.

Cristiani d’Iraq, un disegno politico dietro l’ondata di politici

I vescovi denunciano la volontà di escludere dalla società una comunità presente da 2000 anni. Da gennaio 14 vittime • Vaticano. Chiesto aiuto a tutto il mondo. Oggi all’Angelus manifestazione in piazza San Pietro
di Roberto Fabbri
Tratto da Il Giornale del 28 febbraio 2010

Indifferenza occidentale di fronte alla violenza contro i cristiani

Constata il portavoce vaticano

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 28 febbraio 2010 (ZENIT.org).- Il portavoce della Santa Sede denuncia da un lato la persecuzione che molte comunità cristiane subiscono in Paesi come Iraq, India, Pakistan o alcune zone africane, dove sono una minoranza, dall’altro il fatto che in Occidente, dove sono invece la maggioranza, alcuni facciano tutto il possibile per eliminare la loro presenza.