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Apoftegma

L'uomo che si priva della preghiera è simile a colui che si recide con un coltello i tendini e i nervi dei propri arti. Cade a terra, incapace di fare il minimo movimento. Così è l'anima di colui che non prega: atrofizzata, paralizzata."

San

Giovanni Crisostomo

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Aborto in Europa: una guerra da vincere

di Stefano Fontana*

ROMA, lunedì, 15 marzo 2010 (ZENIT.org).- L’aborto in Europa ormai impressiona sia per le cifre, sia per le tendenze in atto, sia per l’impatto sociale e politico del fenomeno. Né la società né le istituzioni possono rimanere indifferenti.

La si può pensare in mille modi sulla vita e la morte, ma davanti a queste cifre e a queste modalità nessuno può nascondersi dietro vecchi slogan e battaglie di bandiera. Stiamo perdendo tutti la guerra perché se la vita non ha ragioni, chi mai potrà più avere ragione?

SCIENZA & VITA: DOPO LA CORTE COSTITUZIONALE PERMANE IL DIVIETO DI SELEZIONE DEGLI EMBRIONI

“La Corte Costituzionale, con l’ordinanza n°97/2010 depositata il 12 marzo, non modifica l’art.13 della Legge 40, e pertanto permane in vigore il divieto di selezione degli embrioni”, dichiara l’Associazione Scienza & Vita.

“Ogni interpretazione estensiva è forzata, in quanto l’ordinanza – prosegue Lucio Romano copresidente di Scienza & Vita – dichiara inammissibili le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Milano in merito sia all’art. 6 (revoca del consenso dopo la fecondazione dell’ovocita) sia all’art. 14 (divieto di crioconservazione e soppressione degli embrioni) e rimanda alla sentenza n.151/2009 che prevedeva la produzione di oltre 3 embrioni e la crioconservazione in caso di pregiudizio della salute della donna”.

SCIENZA & VITA: CON LA LEGGE 40 IMPOSSIBILE IN ITALIA L’ASTA DI OVULI

“In Italia non è possibile un’asta di ovuli umani perché la Legge 40 lo impedisce”: questo il commento dell’Associazione Scienza & Vita alla sconcertante notizia che in Inghilterra si metteranno in vendita ovuli di giovani donne destinati alla fecondazione in vitro.
“La Legge 40 è nata esplicitamente per mettere ordine nel cosiddetto Far West procreatico – rileva il copresidente Lucio Romano – e per evitare drammatiche derive come quella assurta agli onori delle cronache in queste ore”.
“Messa sotto attacco con l’accusa di essere ‘iniqua’, la Legge 40 invece si è rivelata in più occasioni lungimirante e volta alla tutela della donna e al riconoscimento dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.
Tra l’altro, – conclude Lucio Romano – vietare espressamente la compravendita della vita e la mercificazione della maternità e operare al fine di ridurre i rischi per la salute della donna, rappresentano forme tangibili di salvaguardia della dignità umana”.

Londra: all’asta un ovulo umano

Tutte le donatrici hanno tra i 19 e i 32 anni, frequentano l’università, non fumano e non sono in sovrappeso

LONDRA – Una clinica londinese specializzata in inseminazione artificiale, per promuovere il suo nuovo servizio di baby profiling (scelta di sesso, razza, colore degli occhi e dei capelli del nascituro) ha deciso di mettere all’asta un ovulo umano. Lo riporta l’edizione del Sunday Times, secondo il quale i promotori non violeranno formalmente la legge britannica in materia di inseminazione in vitro perché il trattamento verrà poi effettuato in America. In Gran Bretagna la vendita di ovuli è vietata. Le donatrici devono essere maggiorenni e possono ricevere unicamente un rimborso spese massimo di 300 euro.

Laicità e autodeterminazione

di Renzo Puccetti*

Sembra una pillola, invece è un aborto: arriva la sorellina della Ru486

Gianfranco Amato

Sta per irrompere sul mercato italiano EllaOne la pillola dei cinque giorni dopo. Spacciata per anticoncezionale d’emergenza, EllaOne sarà un nuovo rimedio per impedire una gravidanza indesiderata entro 120 ore da un rapporto sessuale potenzialmente fertile. Vediamo di cosa si tratta esattamente.

La fecondazione assistita aumenta il rischio di morte dei feti

Rivelazioni di una ricerca effettuata in Danimarca

di Carmen Elena Villa

COPENHAGEN, giovedì, 4 marzo 2010 (ZENIT.org).- Uno studio effettuato nell’Ospedale dell’Università di Aarhus (Danimarca) ha rivelato che i feti frutto di tecniche di riproduzione assistita hanno un rischio quattro volte superiore di nascere morti rispetto a quelli concepiti in modo naturale.

I risultati dello studio sono stati pubblicati di recente sulla rivista della Società Europea di Riproduzione ed Embriologia Humana Human Reproduction.

Twitter-choc:aborto in diretta

Sul Web il diario di un’americana che ha assunto la Ru486
di Elena Molinari
Tratto da Avvenire del 27 febbraio 2010

«Non vedo l’ora che arrivi lo sfrat­to. L’inquilino abusivo che oc­cupa il mio utero se ne deve an­dare». Sono frasi come questa, oltre al titolo “a­borto dal vivo su Twitter” ad aver suscitato l’at­tenzione – e l’orrore – di migliaia di utenti di Twitter ai “post” del diario di Angie Jackson.

Eutanasia di Stato, quando la morte diventa una cura

da Il Sussidiario.net

Nella provincia del Québec, in Canada, è in corso una campagna in favore della “dignità di morire”, che sostanzialmente si sta dimostrando una campagna a favore soprattutto dell’eutanasia e del suicidio assistito, attualmente vietati dal Codice penale. Una commissione parlamentare sta raccogliendo deposizioni e testimonianze di esperti in vista di una proposta da sottoporre a referendum. Se approvata, potrebbe essere usata come pressione sul governo federale, al quale spetta l’eventuale cambiamento del Codice penale.

DESIDERIO DI MATERNITA` NON SCHIAVITU`A GETTONE

Donne spinte alla fecondazione eterologa o licenziate se hanno un figlio: paradossi

E’ di qualche giorno fa la notizia di un medico di Roma che avrebbe chiesto al tribunale il disconoscimento della figlia avuta dalla moglie nel 2002 attraverso la fecondazione eterologa. E’ vero, la piccola biologicamente non risulterebbe figlia del chirurgo romano ma legalmente sì, in quanto dalla documentazione esaminata dai giudici emergerebbe la conferma: all’epoca entrambi i coniugi erano pienamente consapevoli della scelta a cui andavano incontro.

Approvata in Spagna la nuova legge sull’aborto

Madrid, 25. Con soli sei voti di scarto (132 sì contro 126 no e un’astensione), il Senato spagnolo ha approvato ieri sera in via definitiva la nuova legge organica sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza che, tra l’altro, consente anche alle sedicenni di abortire entro la quattordicesima settimana di gestazione. Contro il provvedimento, che entrerà in vigore nei prossimi mesi, si sono battuti con forza la Chiesa cattolica, i movimenti pro-vita e, in Parlamento, il Partito popolare (Pp). Proprio dal portavoce del Pp, Carmen Dueñas, sono giunte le prime dichiarazioni di dissenso, riportate dal sito Hazteoir.org.

Anche con questa nuova legge Eluana avrebbe dovuto vivere

Il sottosegretario Roccella: “Niente marcia indietro sul biotestamento, abbiamo allargato la platea dei pazienti e fissato le situazioni eccezionali in cui l’alimentazione e l’idratazione non sono più indicati”
di Enza Cusmai
Tratto da Il Giornale del 24 febbraio 2010

Sottosegretario Roccella, sul Biotestamento avete fatto marcia indietro?
«Macché marcia indietro. Abbiamo soltanto allargato la platea dei pazienti. E fissato le situazioni eccezionali in cui l’alimentazione e l’idratazione non è più indicata».

Cambiando la legge si possono ridurre gli aborti?

ROMA, domenica, 21 febbraio 2010 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito per la rubrica di bioetica la risposta di Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita italiano, alla domanda di un lettore.

* * *

Vigente la legge 194, che cosa si può fare per ridurre gli aborti? E’cambiato qualcosa nel modo di pensare delle Italiane e degli Italiani dal 1978 ad oggi? F.C. di Ancona

Suicidio assistito: ora a Londra decidono i giudici

Si fa sempre più acceso il dibattito in Inghilterra dopo i primi casi approdati davanti alla Corte penale e la nuova linea della scelta “caso per caso” decisa l’anno scorso. Un’apertura di fatto alla legalizzazione della pratica, finora vietata. L’allarme della baronessa Ilora Finley, da oltre vent’anni impegnata sul fronte delle cure palliative: «Così si scaricano i malati».

ELUANA/ Il medico che la visitò: lo stato vegetativo è vita, e non è questione di fede

«Ci può essere un protocollo su come guarire una polmonite, ma non su come far morire. Eluana è morta soffrendo. Se non ha sofferto era molto sedata e qui i limiti con una eutanasia si confondono». Questo è il giudizio del professor GIULIANO DOLCE, il medico che nel gennaio del 2008 visitò Eluana Englaro. Riscontrando una serie infinita di contraddizioni in tutta la vicenda che ne decretò la morte per sentenza. Nonostante fosse palese che Eluana fosse viva e che persistesse in lei una «coscienza sommersa». Il professore racconta la sua esperienza e le sue impressioni a ilsussidiario.net