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Apoftegma

L'uomo che si priva della preghiera è simile a colui che si recide con un coltello i tendini e i nervi dei propri arti. Cade a terra, incapace di fare il minimo movimento. Così è l'anima di colui che non prega: atrofizzata, paralizzata."

San

Giovanni Crisostomo

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Sembra una pillola, invece è un aborto: arriva la sorellina della Ru486

Gianfranco Amato

Sta per irrompere sul mercato italiano EllaOne la pillola dei cinque giorni dopo. Spacciata per anticoncezionale d’emergenza, EllaOne sarà un nuovo rimedio per impedire una gravidanza indesiderata entro 120 ore da un rapporto sessuale potenzialmente fertile. Vediamo di cosa si tratta esattamente.

La fecondazione assistita aumenta il rischio di morte dei feti

Rivelazioni di una ricerca effettuata in Danimarca

di Carmen Elena Villa

COPENHAGEN, giovedì, 4 marzo 2010 (ZENIT.org).- Uno studio effettuato nell’Ospedale dell’Università di Aarhus (Danimarca) ha rivelato che i feti frutto di tecniche di riproduzione assistita hanno un rischio quattro volte superiore di nascere morti rispetto a quelli concepiti in modo naturale.

I risultati dello studio sono stati pubblicati di recente sulla rivista della Società Europea di Riproduzione ed Embriologia Humana Human Reproduction.

Twitter-choc:aborto in diretta

Sul Web il diario di un’americana che ha assunto la Ru486
di Elena Molinari
Tratto da Avvenire del 27 febbraio 2010

«Non vedo l’ora che arrivi lo sfrat­to. L’inquilino abusivo che oc­cupa il mio utero se ne deve an­dare». Sono frasi come questa, oltre al titolo “a­borto dal vivo su Twitter” ad aver suscitato l’at­tenzione – e l’orrore – di migliaia di utenti di Twitter ai “post” del diario di Angie Jackson.

Eutanasia di Stato, quando la morte diventa una cura

da Il Sussidiario.net

Nella provincia del Québec, in Canada, è in corso una campagna in favore della “dignità di morire”, che sostanzialmente si sta dimostrando una campagna a favore soprattutto dell’eutanasia e del suicidio assistito, attualmente vietati dal Codice penale. Una commissione parlamentare sta raccogliendo deposizioni e testimonianze di esperti in vista di una proposta da sottoporre a referendum. Se approvata, potrebbe essere usata come pressione sul governo federale, al quale spetta l’eventuale cambiamento del Codice penale.

DESIDERIO DI MATERNITA` NON SCHIAVITU`A GETTONE

Donne spinte alla fecondazione eterologa o licenziate se hanno un figlio: paradossi

E’ di qualche giorno fa la notizia di un medico di Roma che avrebbe chiesto al tribunale il disconoscimento della figlia avuta dalla moglie nel 2002 attraverso la fecondazione eterologa. E’ vero, la piccola biologicamente non risulterebbe figlia del chirurgo romano ma legalmente sì, in quanto dalla documentazione esaminata dai giudici emergerebbe la conferma: all’epoca entrambi i coniugi erano pienamente consapevoli della scelta a cui andavano incontro.

Approvata in Spagna la nuova legge sull’aborto

Madrid, 25. Con soli sei voti di scarto (132 sì contro 126 no e un’astensione), il Senato spagnolo ha approvato ieri sera in via definitiva la nuova legge organica sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza che, tra l’altro, consente anche alle sedicenni di abortire entro la quattordicesima settimana di gestazione. Contro il provvedimento, che entrerà in vigore nei prossimi mesi, si sono battuti con forza la Chiesa cattolica, i movimenti pro-vita e, in Parlamento, il Partito popolare (Pp). Proprio dal portavoce del Pp, Carmen Dueñas, sono giunte le prime dichiarazioni di dissenso, riportate dal sito Hazteoir.org.

Anche con questa nuova legge Eluana avrebbe dovuto vivere

Il sottosegretario Roccella: “Niente marcia indietro sul biotestamento, abbiamo allargato la platea dei pazienti e fissato le situazioni eccezionali in cui l’alimentazione e l’idratazione non sono più indicati”
di Enza Cusmai
Tratto da Il Giornale del 24 febbraio 2010

Sottosegretario Roccella, sul Biotestamento avete fatto marcia indietro?
«Macché marcia indietro. Abbiamo soltanto allargato la platea dei pazienti. E fissato le situazioni eccezionali in cui l’alimentazione e l’idratazione non è più indicata».

Cambiando la legge si possono ridurre gli aborti?

ROMA, domenica, 21 febbraio 2010 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito per la rubrica di bioetica la risposta di Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita italiano, alla domanda di un lettore.

* * *

Vigente la legge 194, che cosa si può fare per ridurre gli aborti? E’cambiato qualcosa nel modo di pensare delle Italiane e degli Italiani dal 1978 ad oggi? F.C. di Ancona

Suicidio assistito: ora a Londra decidono i giudici

Si fa sempre più acceso il dibattito in Inghilterra dopo i primi casi approdati davanti alla Corte penale e la nuova linea della scelta “caso per caso” decisa l’anno scorso. Un’apertura di fatto alla legalizzazione della pratica, finora vietata. L’allarme della baronessa Ilora Finley, da oltre vent’anni impegnata sul fronte delle cure palliative: «Così si scaricano i malati».

ELUANA/ Il medico che la visitò: lo stato vegetativo è vita, e non è questione di fede

«Ci può essere un protocollo su come guarire una polmonite, ma non su come far morire. Eluana è morta soffrendo. Se non ha sofferto era molto sedata e qui i limiti con una eutanasia si confondono». Questo è il giudizio del professor GIULIANO DOLCE, il medico che nel gennaio del 2008 visitò Eluana Englaro. Riscontrando una serie infinita di contraddizioni in tutta la vicenda che ne decretò la morte per sentenza. Nonostante fosse palese che Eluana fosse viva e che persistesse in lei una «coscienza sommersa». Il professore racconta la sua esperienza e le sue impressioni a ilsussidiario.net

Eluana – In Belgio un imprevedibile “sì” condanna i giudici italiani

di Gianfranco Amato
Tratto da Il Sussidiario.net l’8 febbraio 2010

Un anno fa Eluana Englaro veniva messa a morte grazie ad un provvedimento della magistratura fondato, tra l’altro, su due assiomi.

Profondamente disabili ma persone vive. Nuova scoperta sullo stato vegetativo

di Assuntina Morresi
La possibilità di comunicare con persone in stato vegetativo, accertata con nuove tecniche di indagine come la risonanza magnetica funzionale, è senza dubbio una svolta negli studi di settore, tanto importante da determinare la scelta editoriale della rivista scientifica su cui il più recente studio è stato pubblicato: il New England Journal of Medicine ha infatti messo gratuitamente a disposizione nel suo sito Internet l’intero articolo, consentendone la diffusione completa e immediata in tutto il mondo.
Malgrado questo, i luoghi comuni sono duri a morire. E pure fra quanti in questi giorni hanno scritto e parlato del caso del giovane belga in stato vegetativo che ha risposto a tono con la propria attività cerebrale a domande precise dei medici, c’è chi ancora si ostina a ripetere che le persone in queste condizioni sono – appunto – nient’altro che vegetali: «Hanno dato voce a una pianta», esordiva uno degli articoli dedicati al tema dal Sole 24 Ore, pure ben documentato.
Ma parlare di queste persone come di «vegetali», oltre che offensivo nei confronti loro e delle rispettive famiglie, è totalmente inappropriato. L’espressione ’stato vegetativo’ sta semplicemente a significare che nei pazienti continua a funzionare il sistema neurovegetativo, quello cioè che consente la respirazione, l’attività cardiaca e la circolazione.
Dal primo, storico lavoro di Adrian Owen, pubblicato nel 2006 su Science , si sono succedute nella letteratura scientifica evidenze di attività cerebrale di persone in stato vegetativo: a dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che siamo di fronte non a un limbo di non-morte/non-vita ma a una drammatica condizione della quale sappiamo assai poco, che riguarda persone profondamente disabili, e vive.
In realtà ce lo dicono da anni gli addetti ai lavori, come anche i familiari: difficilmente i canali di comunicazione con i pazienti sono totalmente venuti meno. L’espressione del viso cambia, si indovinano malessere o serenità, e qualche sorriso non si spiega solamente con contrazioni involontarie. Anche le risposte sono diverse a seconda che gli stimoli siano impersonali e di tipo meccanico, oppure siano prodotti all’interno di una relazione, possibilmente con una persona cara o comunque non estranea. Per capirci, un conto è far ascoltare una voce registrata, tutt’altro è sentirne vicina una conosciuta, di qualcuno che magari mentre parla ti accarezza. E questo ha tanto più valore se si sta a casa propria anziché in ospedale.
Che le persone in stato vegetativo non abbiano coscienza di sé, d’altra parte, è cosa impossibile da stabilire con certezza visto che non esiste la possibilità di misurare la coscienza, come invece possiamo fare, ad esempio, per altri parametri fisiologici, indicatori o meno di qualche stato patologico (dal colesterolo alla temperatura corporea). È proprio di questi giorni la notizia di uno studio dell’Università di Milano, in collaborazione con quella del Wisconsin, che ha come scopo trovare un modo per misurare oggettivamente il livello di coscienza in pazienti con gravi lesioni cerebrali, cercando di sviluppare un ‘marcatore’ quantificabile. Una ricerca importante per un obiettivo ambizioso, perseguibile solamente quando si è convinti che siamo al cospetto di persone indubbiamente vive anche se con possibilità e modalità a noi ancora sconosciute di interagire con il mondo esterno.
Per un singolare gioco del destino, lo studio con le nuove evidenze sugli stati vegetativi è stato pubblicato in prossimità del primo anniversario della morte di Eluana Englaro. Senza la sua drammatica vicenda sicuramente non ci sarebbe stata tanta attenzione verso un’analisi così specialistica anche da parte dei non addetti ai lavori. Fra le righe degli articoli che descrivono in questi giorni risultati così importanti si indovina una domanda, non esplicitata: chissà cosa sarebbe successo se fra le persone esaminate dai ricercatori ci fosse stata anche lei.

Benedetto XVI: “Nessuno è padrone della propria vita”

Alla preghiera dell’Angelus in occasione della Giornata per la Vita

ROMA, domenica, 7 febbraio 2010 (ZENIT.org).- “Nessuno è padrone della propria vita” e “tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla, dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale”. Lo ha detto questa domenica Benedetto XVI ricordando la Giornata odierna per la Vita.

“Mi associo volentieri ai Vescovi italiani – ha detto il Papa al termine dell’Angelus e al loro messaggio sul tema: ‘La forza della vita, una sfida nella povertà’”.

La ricerca choc: pensiero anche in stato vegetativo Il paziente può rispondere

E’ in stato vegetativo dal 2003, a causa di un incidente stradale che lo ha inchiodato al letto per tutti questi anni. Ma il giovane 29enne al centro di uno studio che ha guadagnato le pagine del New England Journal of Medicine si è mostrato capace di “comunicare” con i medici, rispondendo sì o no alle domande che gli venivano poste dai camici bianchi. Come? Accendendo quelle aree cerebrali che si attivano nel nostro cervello quando diamo risposte affermative o negative a un quesito.

Io, tornato alla vita quando tutti mi davano per morto

di Giovanni Gennari
Tratto da Il Giornale del 2 febbraio 2010

Leggo a pagina uno de «il Giornale» di oggi, 1º febbraio 2010, un titolo che mi fa pensare al 1º aprile: un pesce d’aprile mascherato… No. Roba seria: «Lasciate morire i ragazzi in coma».