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Nella sezione catechesi /Don Fabio Rosini è stata aggiunta una nuova catechesi sul battesimo.

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Non vediamo il bene che Dio fa perché non smette mai di farcene. Niente colpisce meno la coscienza di un bene continuamente offerto.

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I moralisti dalla vita bassa che mettono la chiesa sotto assedio. Giuliano Ferrara

di Giuliano Ferrara

La Resistenza accusata di genocidio. La Corte dell’Aia accoglie il ricorso del figlio di un milite della Repubblica sociale assassinato senza processo

di Eugenio Di Rienzo

La malinconica profezia espressa da Piero Buscaroli nel suo bel libro, Dalla parte dei vinti (Mondadori) secondo la quale la memoria degli sconfitti del 1945 sarebbe stata per sempre condannata all’oblio non si avvererà. Luis Moreno Ocampo, procuratore capo della Corte penale internazionale dell’Aia ha accolto la domanda che chiede l’apertura di un’inchiesta per la morte di Lodovico Tiramani (milite scelto della Guardia nazionale repubblicana) e di altri quattrocento appartenenti alla Repubblica sociale, trucidati dalle bande partigiane. L’ipotesi di reato è genocidio.
Il Tribunale dell’Aia ha risposto così al figlio di Tiramani, Giuseppe, che, attraverso la consulenza del suo legale Michele Morenghi, ha chiesto l’apertura del procedimento tramite una memoria dove si sostiene che: «Mio padre fu prelevato nei pressi di casa sua a Rustigazzo nel piacentino nel luglio del ’44 da un gruppo partigiano della brigata Stella Rossa, fu processato e condannato a morte senza un giudice, senza un comandante partigiano e senza una sentenza a verbale. Fu fucilato poche ore dopo nei pressi del Monte Moria. Mia madre lo trovò crivellato di colpi. Io non voglio vendette, ho già perdonato tutti coloro che uccisero mio padre, abitavano nel mio paese e li ho conosciuti personalmente dopo la guerra. Chiedo sia fatta giustizia per il suo caso e per tutti gli altri combattenti della Repubblica sociale uccisi in quegli anni nel piacentino».
In questo modo, l’International Criminal Court, la cui competenza si estende a tutti crimini più gravi che riguardano la comunità internazionale, come il genocidio appunto, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra, potrebbe intervenire su una vicenda italiana che per tanti decenni è rimasta volutamente occultata dalla storiografia ufficiale ed è sopravvissuta solo grazie alla memoria dei sopravvissuti. Fino alla comparsa dei libri di Giampaolo Pansa (un grande giornalista che sa bene di storia), quanti italiani conoscevano le tristi vicende della caccia al repubblichino, che si aprì dopo il 25 aprile 1945 per protrarsi fino al 1946 e al 1947? Pochi, pochissini. Soltanto i parenti delle vittime o quanti di noi avevano un amico, un conoscente che visse personalmente quella tragedia. A me capitò di avere questa triste «fortuna» e di apprendere dell’uccisione di un proprietario agricolo dell’Emilia, fucilato insieme al nipote dodicenne, con l’accusa di vaghe simpatie fasciste; della morte di un contadino del bellunese fatto fuori dopo aver rifiutato di vettovagliare una banda partigiana; e del linciaggio di alcuni giovanissimi «ragazzi di Salò» che ora giacciono interrati nel Campo X al cimitero di Musocco a Milano. Ma di tutto questo fino a pochissimo tempo fa neanche un rigo sui libri di storia e ancora oggi nessun accenno nei manuali di scuola che vanno in mano ai nostri giovani.
Eppure autorevoli testimoni di quella guerra fratricida, che si trasformò in tiro al piccione, sapevano. Sapevano e tacquero. Benedetto Croce, ad esempio. Dalla lettura dei Taccuini di guerra del vecchio filosofo, editi solo nel 2004, emerge con forza il timore che la guerra partigiana possa trasformarsi in una rivoluzione «comunistico-socialista», che, in breve, avrebbe consegnato l’Italia a un altro totalitarismo, forse più spietato, come andava dimostrando con abbacinante chiarezza la «liberazione» di Polonia, Ungheria e degli altri paesi danubiani e balcanici, operata dalle truppe sovietiche, coadiuvate dalle formazioni partigiane comuniste. La rivelazione della strage di Katyn, avvenuta da parte dell’Armata Rossa, tra marzo e maggio del 1940, confermava in Croce questo timore, quando anche in Italia si era appreso dell’«eccidio fatto dai russi di migliaia di ufficiali polacchi, che erano loro prigionieri». La minaccia di una sovietizzazione imposta con la violenza, scriveva il filosofo, si avvicinava anche al nostro paese. Era già attiva nelle regioni orientali esposte alle violenze delle «bande di Tito». La si scorgeva serpeggiare nella gestione dell’epurazione antifascista delle strutture statali «maneggiata dai commissari comunisti» che tentavano di attuare «un’infiltrazione del comunismo», perpetrata «contro le garanzie statutarie, conto le disposizioni del codice, per modo che nessuno è più sicuro di non essere a capriccio fermato dalla polizia, messo in carcere, perquisito».
Tutto questo avveniva, in ossequio alla «rivoluzione vagheggiata e sperata». E sempre in ossequio a quel progetto eversivo, le regioni settentrionali dell’Italia, controllate dagli elementi estremisti del Cnl, divenivano il teatro di stragi di massa contro fascisti, ma più spesso contro vittime del tutto innocenti. L’8 agosto 1945 la famiglia Croce riceveva la visita di un conoscente «che ci ha commossi col racconto del fratello incolpevole, non compromesso col fascismo, ucciso con molti altri a furia di popolo a Bologna». Nella stessa pagina del diario, si annotava: «In quella città gli uccisi sono stati due migliaia e mezzo, tra questi trecentocinquanta non identificati».
Tra il vero antifascismo e resistenza si scavava, con questa testimonianza, un abisso profondo. Si alzava uno steccato, che soltanto la costruzione di una memoria contraffatta di quegli anni terribili ha potuto per molto tempo celare.
«Il Giornale» del 12 marzo 2010

Lo Spirito Santo ha chiesto di nuovo la parola. Chi ha orecchi, ascolti ciò che dice alle chiese.

di Don Antonello Iapicca

Lunedì della IV settimana di Quaresima

di Don Antonello Iapicca

Gv 4,43-54

Londra: all’asta un ovulo umano

Tutte le donatrici hanno tra i 19 e i 32 anni, frequentano l’università, non fumano e non sono in sovrappeso

LONDRA – Una clinica londinese specializzata in inseminazione artificiale, per promuovere il suo nuovo servizio di baby profiling (scelta di sesso, razza, colore degli occhi e dei capelli del nascituro) ha deciso di mettere all’asta un ovulo umano. Lo riporta l’edizione del Sunday Times, secondo il quale i promotori non violeranno formalmente la legge britannica in materia di inseminazione in vitro perché il trattamento verrà poi effettuato in America. In Gran Bretagna la vendita di ovuli è vietata. Le donatrici devono essere maggiorenni e possono ricevere unicamente un rimborso spese massimo di 300 euro.

POPIELUSZKO. UN MARTIRE CHE HA FATTO LA STORIA DELL’EUROPA.

L’altra sera quando sono uscito dalla sala del cinema Cristallo in quel di Cesano Boscone, all’estrema periferia sud di Milano, dopo aver visto il film del regista polacco Rafal Wieczynski, Popieluszko. Non si può uccidere la speranza, ho  pronosticato scarsa diffusione anche per questo film così come per Katyn, il film di Wajida. Lo vedranno i soliti interessati all’argomento. Invece Popieluszko dovrebbe essere visto in tutte le scuole e  nelle parrocchie, chissà se i nostri sacerdoti avranno il tempo di proporlo ai loro parrocchiani.

UN CORSO INTENSIVO DI EDUCAZIONE CIVICA PER I GIOVANI DI S.TERESA

Il sindaco di Santa Teresa di Riva (Me) lancia l’allarme sul degrado sociale dopo l’ennesimo atto vandalico, presumibilmente commesso da ragazzi del posto, nei confronti delle fioriere di piazza Madonna del Carmelo. Intervistato dalla televisione locale, egli lamenta uno scarso senso civico dei cittadini che amministra, e in particolare dei giovani che non riconoscono più le buone regole del comportamento civile. Il primo cittadino sottolinea, pure, che nessuno interviene per impedire che le azioni incivili vengano effettuate impunemente e alla luce del sole. Così anche a Santa Teresa è scattato l’allarme dell’emergenza educativa!

TURCHIA ED UNIONE EUROPEA – Guerra delle rappresentazioni

Europa, Stati Uniti, mondo arabo: differenti prospettive sull’eventualità di una Turchia europea, a seconda dell’angolazione. Con qualche sorpresa

di Alexandre Del Valle (Geopolitco)*

Abbiamo parlato delle recenti tensioni tra Turchia e America riguardo il riconoscimento del genocidio armeno dal parlamento americano, e delle recenti numerosi crisi o scandali che hanno opposto Turchia e Israele. L’attitudine di Ankara, che sempre minaccia rappresaglie e ricatti diplomatico-economici i vicini e i partner quando vogliono affrancarsi dal dogma negazionista ufficiale di Ankara, ci da l’occasione di analizzare la strategia di comunicazione della Turchia moderna reislamizzata e gestita dal partito AKP riguarda la sua volontà di entrare nell’Unione europea.

Falliscono i tentativi di coinvolgere il Papa negli scandali sugli abusi sessuali

Constata il direttore della Sala Stampa della Santa Sede

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 14 marzo 2010 (ZENIT.org).- I tentativi di vari mezzi di comunicazione, soprattutto in Germania, di coinvolgere Benedetto XVI nei casi di sacerdoti pederasti sono falliti, constata il portavoce vaticano.

Padre Federico Lombardi S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha analizzato ai microfoni della “Radio Vaticana” le ultime notizie diffuse sui casi di abusi sessuali attribuiti a sacerdoti.

Benedetto XVI nella chiesa luterana di Roma per promuovere l’unità

Sottolinea gli elementi comuni e chiede di avanzare con impegno

di Jesús Colina

ROMA, domenica, 14 marzo 2010 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha visitato questa domenica pomeriggio la chiesa evangelica luterana di Roma allo scopo, come egli stesso ha affermato, di continuare a promuovere l’unità di modo che i cattolici e i figli della Riforma diano una testimonianza comune di Cristo.

Laicità e autodeterminazione

di Renzo Puccetti*