Avvisi Nella sezione catechesi /Don Fabio Rosini
è stata aggiunta una nuova catechesi sul battesimo.
E’ stata aperta una nuova sezione Video
Apoftegma
Ormai esistono infiniti pretesti per spendere: così che si va cercando ciò che è inutile, scambiandolo per ciò che è necessario, e niente basta a soddisfare i bisogni e le fantasie. Davvero io non posso fare a meno di ammirare si tanta invenzione di cose inutili!
330 D.C. San Basilio
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di Costantino Esposito
Tratto da Il Sussidiario.net il 15 febbraio 2010
Nel dibattito filosofico attuale la coscienza resta per molti ancora un “mistero”, perché ancora inesplicabile risulta essere il rapporto causale tra i meccanismi e le funzioni del nostro cervello e l’esperienza che il nostro io fa di sé stesso come un soggetto cosciente. Leggi tutto... (1008 words, tempo stimato per lettura 4:02 mins)
A Padova la speciale ostensione del corpo del santo
di Ugo Sartorio
Tratto da L’Osservatore Romano del 15 febbraio 2010
“Perché a te tutto il mondo viene dietro, e ogni persona pare che desideri di vederti? Perché a te?”. Questa domanda, formulata da frate Masseo (Fioretti, 10) e indirizzata a Francesco d’Assisi, può essere rivolta anche al santo di Padova. In questi giorni (fino al 20 febbraio) le spoglie mortali di Antonio, ricomposte in un’urna di vetro, potranno essere venerate dai fedeli nella Basilica padovana dove riposano da circa ottocento anni (Antonio muore nel 1231, e dopo undici mesi, a Spoleto, è canonizzato da Gregorio IX). Leggi tutto... (723 words, tempo stimato per lettura 2:54 mins)
Le lacrime di Benedetto XVI sono il simbolo che più riassume il senso della sua visita all’ostello della Caritas alla stazione Termini di Roma. Lacrime nate dal cuore del Papa e di molti presenti nell’ascoltare il saluto semplice e bello di Giovanna Cataldo, con parole – ha detto la donna con la voce che più volte si è fermata per l’emozione – che “non sono mie ma nostre”, cioè di quei volti e soprattutto di quelle anime che in ostello sono state “per un momento o per molto tempo”.
E quei volti e quelle anime – donne e uomini, bimbi e vecchi smarriti e soccorsi, dolenti e consolati in nome della carità di Cristo – hanno chiesto al loro vescovo di “resistere alle fatiche del mondo”. Per questo hanno assicurato la loro preghiera, per implorare da Dio serenità, forza e speranza per Benedetto XVI, soprattutto “quando i giorni di pioggia si alterneranno ancora a quelli di sole”.
Nessuno avrebbe potuto rivolgere parole più toccanti e vere al vescovo di Roma, di quella Chiesa identificata già nei primi decenni cristiani come colei che presiede alla carità. Ed è per questo di esempio al mondo. Non a caso la tradizione lega alla memoria del terzo grande santo romano dopo Pietro e Paolo, il diacono Lorenzo, la considerazione dei poveri come tesoro prezioso. “Questi vostri amici” li ha chiamati Benedetto XVI, che ha incontrato e accarezzato decine di loro mescolati ai volontari, circondato dal cardinale vicario e dai suoi vescovi.
Insieme all’annuncio della verità, la testimonianza della carità appartiene alla missione della Chiesa, ha sottolineato il Papa che ha voluto il termine caritas nel titolo di due sue encicliche. E questa vicinanza del Dio che le liturgie orientali chiamano “amico dell’uomo” si realizza nelle strutture di carità, come quella intitolata a un prete che Roma non dimentica, Luigi Di Liegro: strutture rese possibili anche dal sostegno di istituzioni pubbliche, che attraverso alcuni loro rappresentanti hanno preso parte alla visita.
Alle istituzioni e alle autorità il vicario di Roma ha chiesto di non ridurre l’aiuto ai poveri in un tempo difficile, nel quale i cuori sembrano indurirsi e che invece richiede la collaborazione di tutti, credenti e non credenti. Come vuole mostrare l’iniziativa europea che vede molti vescovi – in Italia, oltre il presidente della conferenza episcopale e diversi altri, tutti quelli dell’Umbria – seguire e sostenere l’esempio di Benedetto XVI. Che per annunciare il Dio “amico degli uomini” è vicino ai poveri, quegli “amici” che sono il tesoro della Chiesa. Leggi tutto... (428 words, tempo stimato per lettura 1:43 mins)
OMPRESS-JAPAN (12-02-10) Padre William Grimm, un missionario dei Maryknoll, ex capo redattore del settimanale cattolico Kattoriku Shimbun, è ora direttore dell’agenzia di stampa cattolica UCA News. Nell’articolo di seguito riprodotto mostra la sfida che rappresenta per la missione della Chiesa in Giappone il gran numero di suicidi che avvengono in questo paese. Leggi tutto... (926 words, tempo stimato per lettura 3:42 mins)
di Don Antonello Iapicca
Mc 8, 14-21 Leggi tutto... (1162 words, tempo stimato per lettura 4:39 mins)
Dopo gli scontri avvenuti in via Padova bisogna interrogarsi su quale possa essere il miglio modello per l’integrazione degli stranieri: è il “modello romano” fondato su ciò che Alexandre Del Valle chiama “patriottismo integratore”
Andrea Sartori (Insegnante)
Gli scontri avvenuti in via Padova a Milano tra nordafricani e sudamericani hanno messo in luce un qualcosa che gli italiani, che non hanno avuto esperienze coloniali e sono tendenzialmente provinciali, non hanno capito: gli immigrati non sono un blocco unico, ma sono costituiti da una varietà di culture ed etnie diverse e non di rado ostili tra di loro. Eppure abbiamo in casa un modello culturale per cercare di governare la multiculturalità: il “modello romano” basato su ciò che il geopolitico francese Alexandre Del Valle definisce “patriottismo integratore”. Leggi tutto... (2568 words, tempo stimato per lettura 10:16 mins)
Il Papa sostiene che le radici d’Europa e i suoi valori potranno essere salvati da una collaborazione tra cattolici ed ortodossi, tra l’Est e l’Ovest dell’Europa
Andrea Sartori (Insegnante)
Ieri non era solo il giorno di San Valentino, festa di innamorati e ricordo di stragi proibizioniste: ieri si commemoravano anche Cirillo e Metodio,gli evangelizzatori delle Russie, che Giovanni Paolo II proclamò patroni d’Europa assieme a Benedetto da Norcia, in nome di un continente ”che respira a due polmoni”. Benedetto XVI parla di collaborazione tra cattolici e ortodossi, tra l’Oriente e l’Occidente europei, per difendere i valori comuni.
Nel suo discorso ai vescovi della Conferenza Episcopale di Romania in visita ad limina Apostolorum Papa Ratzinger ricorda le difficoltà di dialogo tra i cattolici e gli ortodossi. Il Papa però ricorda inoltre che tra la Chiesa di Roma e le chiese ortodosse il dialogo e la collaborazione sono indispensabili: “Un ambito di collaborazione oggi particolarmente importante tra Ortodossi e Cattolici riguarda la difesa delle radici cristiane dell’Europa e dei valori cristiani e la comune testimonianza su temi come la famiglia, la bioetica, i diritti umani, l’onestà nella vita pubblica, l’ecologia. L’impegno unitario su tali argomenti offrirà un importante contributo alla crescita morale e civile della società. Un costruttivo dialogo tra Ortodossi e Cattolici non mancherà di essere fermento di unità e di concordia non solo per i vostri Paesi, ma anche per l’intera Europa.”.Il messaggio del Pontefice è molto importante, e va colto dalla cristianità europea. L’Europa è sempre più scristianizzata, mentre il Verbo di Gesù fiorisce in terra di persecuzione, come l’Africa o la Cina: si avvera nuovamente ciò che scrisse l’apologeta Tertulliano nell’infuriare delle persecuzioni romane : “Sanguis est semen Christianorum” il sangue è il seme dei cristiani. L’Europa che per prima ha accolto il cristianesimo lo sta dimenticando: le radici cristiane sono a volte sventolate come bandiere per una ricerca di voti, ma spesso chi si costruisce una bandiera fatta di radici cristiane non porta avanti con coerenza questo programma.Il rapporto tra cattolici ed ortdossi, dopo il crollo del comunismo europeo, invece di avere un’accelerazione ebbe una brusca frenata: una diplomazia forse troppo aggressiva da parte di Roma, la questione dell’uniatismo, anche un certo nazionalismo (la storica ostilità russa verso la Polonia) hanno compromesso questo storico riavvicinamento: non bastarono gesti distensivi da parte di Wojtyla, come la restituzione dell’icona della Madonna di Kazan (l’icona miracolosa, evocata anche da Tolstoj in Guerra e Pace, alla quale il popolo russo attribuì la vittoria dell Santa Russia sull’ “anticristo” Napoleone) a Vladimir Putin in persona. L’ostilità del patriarcato di Mosca fu sempre palpabile. Se con Costantinopoli i frutti si cominciarono ad avere sin dallo storico incontro tra Paolo VI e Atenagora I, nonostante delle ruggini più antichi, come quello del sacco di Costantinopoli da parte dei crociati nel 1204, con Mosca il rapporto è più difficile: il defunto patriarca Alessio II si oppose sempre alla visita di Giovanni Paolo II in Russia, e questo fu il più grande dolore del vecchio Pontefice.Con Benedetto XVI la situazione del dialogo cattolico-ortodosso sembra avviarsi ad un periodo più felice. L’unità fra i cristiani è il mandato di Ratzinger, ed era già presente come punto programmatico sin dall’ omelia pronunciata durante la messa per l’inizio del ministero petrino il 24 aprile 2005: “Vorrei qui rilevare ancora una cosa: sia nell’immagine del pastore che in quella del pescatore emerge in modo molto esplicito la chiamata all’unità. “Ho ancora altre pecore, che non sono di questo ovile; anch’esse io devo condurre ed ascolteranno la mia voce e diverranno un solo gregge e un solo pastore” (Gv 10, 16), dice Gesù al termine del discorso del buon pastore. E il racconto dei 153 grossi pesci termina con la gioiosa constatazione: “sebbene fossero così tanti, la rete non si strappò” (Gv 21, 11). Ahimè, amato Signore, essa ora si è strappata! vorremmo dire addolorati. Ma no – non dobbiamo essere tristi! Rallegriamoci per la tua promessa, che non delude, e facciamo tutto il possibile per percorrere la via verso l’unità, che tu hai promesso. Facciamo memoria di essa nella preghiera al Signore, come mendicanti: sì, Signore, ricordati di quanto hai promesso. Fa’ che siamo un solo pastore ed un solo gregge! Non permettere che la tua rete si strappi ed aiutaci ad essere servitori dell’unità!”. L’ “unicità del pastore” resterà un punto problematico per le chiese autocefale, in comunione tra loro ma molto indipendenti.Ora con Benedetto XVI comunque il dialogo con l’ortodossia sembra ad un punto di svolta. L’unità tra l’Est e l’Ovest della cristianità europea può significare anche l’unione tra le due anime dell’Occidente che sul cristianesimo si sono innestate, l’anima greca e l’anima latina.Le radici d’Europa sono classico-cristiane. Il cristianesimo si è sviluppato all’interno della cultura greco-romana, e il pensiero cristiano europeo deve moltissimo a Platone e Cicerone. Il cattolicesimo romano è erede della grande civiltà romana, l’ortodossia è erede della civiltà greca: l’Impero Romano ad Oriente parlava greco, in Occidente latino. L’Occidente riscoprì Platone solo dopo il 1453, quando i dotti greci ortodossi fuggirono da Costantinopoli distrutta dai musulmani turchi e approdarono nella Firenze dei Medici, molto ricettiva e che aveva già sviluppato un interesse verso la cultura greco-ortodossa quando Cosimo il Vecchio decise di ospitare a Firenze il Concilio tra cattolici e ortodossi. Anche i territori non conquistati politicamente da Roma hanno risentito di questa divisione: basti notare gli alfabeti importati dagli “evangelizzatori”: Carlo Magno, dopo essere passato da re di un popolo germanico a Imperatore, adottò il latino, e l’alfabeto latino è presente nei popoli tedeschi, non romani per conquista ma per cristianesimo. Cirillo e Metodio, evangelizzatori della Russia, erano greci: il cirillico è infatti un alfabeto greco leggermente modificato. L’Europa deve essere unita sotto la Croce nella sua duplice anima, greca e latina. Queste sono le radici, in attesa che il fecondo cristianesimo del Terzo Mondo ci regali un Papa africano, il cui cristianesimo sarà permeato di ubuntu, o asiatico, nel quale saranno evidenti i segni del cristianesimo confuciano di Matteo Ricci alias Li Madou. Ma prima è evidente che l’Europa, la nazione che per prima accolse il cristianesimo nella sua cultura, deve essere unita anche spiritualmente.L’Europa non può essere tale se rinuncia alla sua radice greca. Come non potrà essere tale, né culturalmente né spiritualmente, se rinuncia al pensiero di alcuni grandissimi cristiani ortodossi russi, quali, per fare alcuni nomi che spiccano sugli altri, Fedor Dostoevskij, Pavel Florenskij, Vladimir Solov’ ev.L’Europa ha due anime, greca e latina, unite sotto un solo segno, quello che apparve a Costantino, imperatore romano fondatore di Costantinopoli, vale a dire la Croce. E sotto questo segno che le due anime d’Europa, greca e latina, devono difendere quei valori propugnati da Benedetto XVI: la centralità della persona umana sopra ogni cosa.
SALAVAN, lunedì, 15 febbraio 2010 (ZENIT.org).- Un gruppo di 48 cristiani della provincia di Salavan, nel sud del Laos, è in stato di detenzione finché non rinuncerà alla fede, ha reso noto questo venerdì l’agenzia cattolica di notizie Ucanews.
Il leader del Governo del distretto di Ta-Oyl ha ordinato l’arresto dopo un incidente avvenuto il mese scorso, quando cento ufficiali del distretto hanno fatto irruzione durante una celebrazione religiosa domenicale nella località di Katin. Leggi tutto... (428 words, tempo stimato per lettura 1:43 mins)
A seguito della Petizione inoltrata alle Assemblee Legislative nel dicembre 2009, dopo un inevaso appello alle stesse ed al Governo il 30 ottobre 2009 e dalle comunicazioni pervenutemi ed allegate, non si giunge a dirimere, anzi, si aumenta l’incertezza e le perplessità”sul budget del ricoverato” di cui si sono spiegate le ragioni al Parlamento con Petizione, assegnata col n. 911 alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n.787 alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati). Leggi tutto... (772 words, tempo stimato per lettura 3:05 mins)
di Vincenzo Andraous
Non si parla più di droga, del suo consumo sempre più smodato, degli innumerevoli utenti al fior di latte, degli altri dal folto pelo sullo stomaco.
Non se ne parla e basta, e se proprio siamo obbligati dal chiacchiericcio, lo facciamo quando qualcuno ci lascia le pelle, oppure quando un personaggio assai famoso, confessa di farne uso per i motivi più disparati, mentre si tratta unicamente di un consumo disperato che diventa disperante. Leggi tutto... (505 words, tempo stimato per lettura 2:01 mins)
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