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Apoftegma

L'uomo che si priva della preghiera è simile a colui che si recide con un coltello i tendini e i nervi dei propri arti. Cade a terra, incapace di fare il minimo movimento. Così è l'anima di colui che non prega: atrofizzata, paralizzata."

San

Giovanni Crisostomo

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Il simbolo ritrovato. Massoneria e società segrete: la verità oltre i miti,

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Il simbolo perduto di Dan Brown ha al suo centro i segreti della massoneria, che per lo scrittore statunitense custodirebbe i misteri più profondi della storia del mondo, gli stessi che faticosamente riscoprono gli scienziati moderni e che le oscure forze del «fondamentalismo» religioso vorrebbero tenere nascosti all’umanità. Il simbolo perduto —  oltre, naturalmente, a un’avventura mozzafiato costruita per il successo nelle librerie —  è insieme un’apologia della massoneria, uno sguardo alla storia delle società segrete che riprende diversi temi del precedente romanzo di Brown Angeli e Demoni, dedicato agli Illuminati, e una ricostruzione delle origini degli Stati Uniti che non sarebbero cristiane ma appunto massoniche e segretamente neo-pagane.

Non lasciamoli soli nelle piazze del sesto continente. I ragazzi e lo spazio digitale

di Francesco Ognibene
Su Internet non esiste una frontiera fisica davanti alla quale la colonizzazione si pos­sa arrestare. Il «sesto continente» digitale, co­me l’ha ribattezzato Benedetto XVI, si espan­de nell’inseguimento inesauribile tra le pre­stazioni della tecnologia e le nostre esigenze comunicative, spontanee o indotte. Lo stadio dei social network al quale siamo giunti – la galassia di bit nella quale l’opinione di chiun­que, il video artigianale, la petizione su qual­siasi causa, rimbalzano tra migliaia o milioni di utenti – è solo un crocevia provvisorio: al­tro seguirà a questa nuova esplosione creati­va nella quale chi naviga coincide con chi dà motivo agli altri di navigare, i contenuti sono scambiati in orizzontale, parole e immagini vengono immesse a ciclo continuo sul Web, reso contenitore nel quale ogni scoperta, con­tatto, iniziativa sembrano possibili.
Libertà e sperimentazione, rela­zione impalpabile e sintonia profonda: le reti sociali sono am­bienti vivi, animati dal chiacchiericcio inson­ne di un popolo senza età e passaporto. Nulla conta quanto ciò che si comunica.
Schiusa la porta di que­sto pianeta immateria­le, i più giovani restano fatalmente abbacinati. La persuasione che di colpo tutto diventi plausibile li fa credere invulnerabili, al riparo da qualsiasi contatto indesiderato, come se bastasse spegnere la macchina per estingue­re un mondo ormai pervasivo e influente quanto quello tangibile. L’annuale monito­raggio dell’Associazione Meter di don Fortu­nato Di Noto, reso pubblico ieri, mostra inve­ce come di anno in anno all’espansione della galassia digitale corrisponda l’ampliarsi di u­na zona buia dove si muovono veri criminali. Pedofilia e devianza sono reati che Meter se­gnala alle autorità di polizia perché provveda­no a neutralizzare le aree infette dentro il mag­ma delle reti sociali, restituendo il Web alla sua funzione originaria. Ma c’è una regione sem­pre più indistinta dove il limite tra normalità ed eccesso, controllo sociale e assenza di nor­me si fa inafferrabile. A volte basta davvero un clic in più per trovarsi dentro ambienti e si­tuazioni dove non esiste più filtro. Qui l’ado­lescente – o il bambino – si trova da solo a fron­teggiare codici comportamentali e linguistici che lo proiettano dentro un contesto non suo, e dal quale nel mondo reale viene tenuto alla larga. Genitori e figure educative sembrano in­vece credere che oltre lo schermo si svolga nient’altro che un indecifrabile videogioco, do­ve i ragazzi possano rischiare al più di perde­re molto tempo. L’attenzione verso le amicizie ‘reali’, talora ansiosa quando non oppressiva, lascia il posto a una svagatezza distratta per le frequentazioni online, come se Internet fosse ancora quello dei tempi eroici, una televisio­ne più allegra, e non il Web sociale di oggi do­ve si allacciano incessantemente relazioni e la qualità dell’ambiente è affidata all’autodisci­plina, dunque spesso all’arbitrio e alla sopraf­fazione dei modelli. Un’antropologia casuale, dalla quale il mondo adulto non può conti­nuare a chiamarsi fuori per estraneità genera­zionale.
Occorre condividere i mondi dei propri figli, anche quelli virtuali, saperli frequentare in­sieme a loro, rendersi conto dal vivo delle co­munità nelle quali la generazione digitale pla­sma nuovi scenari piantando le tende sulle frontiere future del sesto continente. Anche questa è «sfida educativa».
«Avvenire» del 3 febbraio 2010

La Chiesa di carta e la Chiesa reale, tra decapitazioni e misericordia

di Don Antonello Iapicca

Giovedì della IV settimana del Tempo Ordinario

di Don Antonello Iapicca

Mc 6,7-13

In quel tempo, Gesù chiamò i dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche.
E diceva loro: “Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro”.
E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.

Piemonte, i Movimenti per la Vita scaricano l’UDC

Massimo Introvigne
Se i gruppi e le marce pro-life negli Stati Uniti fanno tremare Obama, anche in Italia da diversi anni i movimenti per la vita e per la famiglia hanno deciso di dire la loro in politica. Il Family Day del 2007 fu l’inizio della fine per il governo Prodi. Non è un mistero per nessuno che il Movimento per la Vita italiano è da molti anni vicino all’UDC. Il suo presidente, Carlo Casini – omonimo ma non parente di Pier Ferdinando -, è un parlamentare europeo eletto nelle file dell’UDC. Ora però il giocattolo si è rotto, a causa della strana alleanza in Piemonte fra l’UDC e Mercedes Bresso, la presidente della Regione che – fin dagli inizi della sua carriera politica a fianco di Emma Bonino – ha fatto del laicismo e della promozione di posizioni antitetiche a quelle cattoliche su vita e famiglia l’asse e il centro della sua militanza. In Piemonte i movimenti per la vita cattolici sono particolarmente forti, e non nuovi a iniziative di risonanza nazionale. Federvita Piemonte, la federazione dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita, comprende settanta associazioni diffuse su tutto il territorio piemontese, oltre a gestire case di accoglienza e asili nido: una fetta importante di un volontariato il cui peso si farà sentire alle elezioni. All’indomani dell’annuncio ufficiale dell’alleanza fra Bresso e UDC la Federvita piemontese, con un gesto senza precedenti, ha pubblicato un durissimo comunicato che di fatto liquida i rapporti con il partito di Pier Ferdinando Casini e che non potrà non avere ripercussioni nazionali. Il documento di Federvita Piemonte afferma che “per tutto l’arco del mandato che va a concludersi, la presidente Bresso, con la sua giunta, ha connotato la sua azione con una costante e pervicace politica di opposizione alla vita e alla famiglia, violando le più elementari regole di rispetto, di aiuto e di tutela che stanno alla base della civile convivenza”. Parole che pesano come macigni, e che i settanta movimenti per la vita piemontesi illustrano con un puntiglioso elenco delle malefatte della presidente neo-alleata dell’UDC.

Padova, da tutto il mondo per l’ostensione di sant’Antonio

La certezza era arrivata solo un mese fa, il 1° gennaio: con il sì del delegato pontificio all’ostensione del corpo di sant’Antonio, in occasione del ritorno dell’urna nel suo luogo originario – la Cappella dell’Arca – al termine del restauro. In tempo di record si è messa in moto la macchina organizzativa e così, dal 15 al 20 febbraio, il corpo del santo sarà visibile al pubblico dei fedeli. Pochi giorni in cui Padova sarà invasa: sono attesi 100mila pellegrini da tutto il mondo, forse il doppio. Con sant’Antonio i conti sono sempre difficili, ma dagli esiti miracolosi, confermano i Frati Minori Conventuali. E non è escluso che l’ingente afflusso favorisca un’esposizione un po’ più lunga, magari comprendendo la domenica 21 febbraio, che alle ore 11 vedrà la celebrazione eucaristica presieduta dal delegato pontificio monsignor Francesco Gioia.

I social network, un’oasi di pace per i pedofili

La denuncia dell’Associazione Meter contenuta nel Rapporto 2009

ROMA, mercoledì, 3 febbraio 2010 (ZENIT.org).- La pedofilia è un crimine e uccide i bambini, ma non fa notizia. E mentre tutto questo accade nell’indifferenza generale, i pedofili si specializzano e trovano un proprio spazio “tranquillo” all’interno dei social network più trendy del momento.

Il Papa: nella Chiesa per servire il Vangelo, non per far carriera

All’Udienza generale parla di san Domenico di Guzman

ROMA, mercoledì, 3 febbraio 2010 (ZENIT.org).- Coloro che “hanno un ruolo di animazione e di governo nella Chiesa” devono rifuggire dalla “tentazione della carriera e del potere”. Lo ha detto questo mercoledì Benedetto XVI all’Udienza generale, parlando di san Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine dei Predicatori, noti anche come Frati Domenicani.

LA FUGA DEGLI ITALIANI – Quattro milioni di italiani fuggiti dal Bel Paese

La metà sono trentenni, e rappresentano il 6,6 per cento della popolazione italiana. Sono quasi quanto gli stranieri in Italia, e fuggono in Paesi ove gli stipendi e il livello scientifico siano superiori
Andrea Sartori (Insegnante)

Magari non sono più i nonni che se ne vanno con la valigia di cartone in America, ma esiste una silenziosa emigrazione italiana all’estero. Eppure, in un momento storico in cui si parla tanto degli stranieri immigrati verso l’Italia bisognerebbe parlare anche degli italiani immigrati verso terra straniera, visto che in ambedue i casi si tratta di quasi 4 milioni di persone. O ce ne ricordiamo solo in campagna elettorale?

INTEGRAZIONE IN EUROPA – Il “patriottismo integratore” come antidoto al laicismo e all’islamicamente corretto

Le più grandi nazioni del passato (Impero Romano) del presente (Stati Uniti d’America) e del futuro (Brasile), fondano la loro forza sul “patriottismo integratore”, ovvero sull’apertura all’altro, il quale però deve integrarsi ed essere attaccato ai valori della sua nuova patria

Alexandre Del Valle (Geopolitico)