di Francesco Agnoli da Il Foglio 14 gennaio 2010
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di Francesco Agnoli da Il Foglio 14 gennaio 2010 di Don Antonello Iapicca di Don Antonello Iapicca Dal Vangelo secondo Marco 1,40-45. Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: «Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte. Secondo il dossier dell’Istat l’Italia è sempre più vecchia e fa sempre meno figli. A Milano i singles superano le famiglie. E’ il segno della morte della nostra civiltà
Andrea Sartori (Insegnante)
L’Italia sta lentamente, ma inesorabilmente, morendo. Un Paese che vede 143 anziani ogni 100 giovani è un Paese condannato a morte. A Milano i singles hanno superato le famiglie, dando un segnale evidente della morte dell’Italia. I segnali indicano che siamo al capolinea della nostra civiltà. Benedetto XVI parla degli Ordini mendicanti dei francescani e dei domenicani ROMA, mercoledì, 13 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Nell’annuncio del Vangelo la Chiesa si rende credibile quando dà testimonianza di povertà e solidarietà. Lo ha detto Benedetto XVI all’Udienza generale di questo mercoledì, tenutasi nell’Aula Paolo VI alla presenza di circa novemila persone. La figura del prete e il suo compito pastorale sono al centro del convegno per assistenti e sacerdoti che l’Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali (Unitalsi) ha promosso a Roma dall’11 al 13 gennaio sul tema “Siate imitatori di Gesù Cristo”. Martedì 12 la relazione conclusiva della mattinata è stata tenuta dal vescovo segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei). Si tratta di una riflessione sullo stile della lectio divina ispirata nel titolo a un versetto paolino: “Conquistato da Cristo, il presbitero corre verso di Lui per conquistarlo” (cfr. Filippesi, 3, 12). In precedenza il cardinale Camillo Ruini, presidente del comitato per il progetto culturale della Cei, intervenuto sul tema “Gesù Cristo, sorgente e centro della vita sacerdotale”, ha messo in risalto come in un contesto di secolarizzazione “una risposta a tale crisi deve partire dagli stessi presbiteri, che sono chiamati a essere loro per primi dei “credenti sul serio”". La secolarizzazione – ha rilevato il porporato – è un fenomeno che negli ultimi cinquant’anni “ha prodotto anche una certa crisi del sacerdozio ministeriale”. Tuttavia – ha rimarcato – “oggi si può dire che la religione non solo non è tramontata, ma anzi conta forse più che in passato”. La differenza è che adesso la fede non è più un “dato assodato” e che “oggi il credere e il non credere è possibile a tutti”. Pubblichiamo di seguito ampi stralci della relazione del segretario generale della Cei. «Sarò molto brutale», ha scandito Corrado Augias durante la trasmissione che conduce all’ora di pranzo su Rai3 e che, ieri, aveva l’ambizione di spiegare «che cos’è la legge». E subito dopo s’è lanciato in questa tirata: «Un medico mi ha detto che se il signor Englaro invece di fare tutto questo putiferio, avesse mollato 100 euro alla monaca, la cosa si risolveva in pochi minuti…». La «cosa» è la vita di Eluana Englaro. I «100 euro» il prezzo della morte procurata della giovane donna. di Antonio Socci da “Libero”, 10 gennaio 2009 E’ buffo leggere sulla prima pagina della Repubblica una reprimenda di Giancarlo Zizola contro le omelie dei preti. Proprio quella stessa prima pagina che ogni domenica, da anni, contiene interminabili e illeggibili omelie di Eugenio Scalfari. Se sono noiose e logorroiche le omelie clericali (e lo sono spesso) non sono migliori quelle anticlericali: penso non solo a Scalfari o a Pannella su Radio radicale, ma a molti altri che moraleggiano col ditino alzato sui giornali, come Claudio Magris o Barbara Spinelli, per citarne solo due. Benedetta Buttiglione Salazar
Purtroppo le famiglie di oggi sono sempre più fragili, perdono la propria capacità di durare, di rimanere unite, di superare le inevitabili difficoltà della vita e di mantenere il proprio equilibrio e la propria armonia. |
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